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NOTIZIE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
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21/12/2006 12:17

Ritrovato a Gorizia Manoscritto su gioco scacchi

Alla realizzazione avrebbe collaborato L.Da Vinci

La Fondazione Palazzo Coronini Cronberg di Gorizia è lieta di annunciare che all’interno della propria biblioteca è stata effettuata un’importante scoperta nel campo della storia e della cultura rinascimentali. Il bibliofilo e storico del libro Duilio Contin ha infatti rinvenuto tra i manoscritti e i libri antichi raccolti dal conte Guglielmo Coronini un’opera della fine del Quattrocento, da secoli considerata scomparsa: si tratta del manoscritto del celebre matematico Luca Pacioli (1445c.-1517c.) denominato “Gioco degli scacchi”, più volte citato in documenti bibliografici, ma che non era mai stato rinvenuto. Tale manoscritto chiamato dall’autore “De ludo scacchorum…” detto “Schifanoia”, era dedicato alla marchesa di Mantova Isabella d’Este. Nell’ambito di una ricerca svolta su commissione del Centro Studi di Aboca Museum di Sansepolcro, da tempo impegnato in studi bibliografici su Piero della Francesca e Luca Pacioli (entrambi originari della cittadina toscana); Duilio Contin si era rivolto alla prestigiosa Fondazione Coronini Cromberg di Gorizia per esaminarne la ricca biblioteca che conta oltre 22.000 volumi. Solo casualmente Serenella Ferrari Benedetti, coordinatrice culturale della Fondazione ha segnalato al signor Contin l’anonimo manoscritto sul gioco degli scacchi, di cui diversi studiosi si erano già occupati, ignorando tuttavia che si trattasse del ricercatissimo lavoro di Luca Pacioli. L’argomento trattato, la filigrana sicuramente di fine Quattrocento, la preziosità della copertina, l’esperienza e l’intuizione del bibliofilo convincono pienamente della scoperta. Le caratteristiche grafiche del codice, sottoposto all’esame del paleografo, confermerebbero infatti l’autografia del Pacioli. Anche la lingua del manoscritto - a giudizio del prof. Enzo Mattesini, docente di Linguistica italiana all’Università di Perugia ed esperto conoscitore del volgare utilizzato in altre opere dal Pacioli - non presenterebbe caratteristiche che non possano essere ritenute quelle dell’illustre personaggio. Matematico tra i più insigni del suo tempo, Luca Pacioli nacque a Borgo San Sepolcro (Arezzo) intorno al 1445 e morì (forse a Venezia) nel 1517. Studiò teologia ed entrò nell’Ordine francescano nel 1470. Maestro di aritmetica commerciale e algebra, insegnò a Perugia, a Roma, dove conobbe Leon Battista Alberti, Napoli, Urbino, Venezia; fu alla corte di Ludovico il Moro (1496-1499), dove strinse amicizia con Leonardo da Vinci, quindi si recò di nuovo a Venezia. La sua opera principale, nata da dotte discussioni tenute alla Corte milanese, è il De divina proportione, uno scritto di ispirazione platonica terminato nel 1497 e fatto stampare successivamente a Venezia (1509). Scrisse tra l’altro una Summa de Arithmetica, Geometria, Proportioni et Proportionalità (dedicata a Guidobaldo da Montefeltro), e curò l’edizione delle opere di Euclide (pubblicata a Venezia nel 1509). Le quarantotto carte del Manoscritto Coronini che contengono numerose dimostrazioni pratiche del gioco degli scacchi con le relative indicazioni per la soluzione, sono ottimamente conservate e le figure degli scacchi sono finemente disegnate e colorate in rosso e nero; tanto finemente da far cautamente sospettare allo scopritore che potrebbe trattarsi della mano di un altro artista. A tale proposito lo studioso Contin ricorda che il piacevole manoscritto è stato composto intorno all’anno millecinquecento, nel periodo della collaborazione e dell’attività in comune di Pacioli e Leonardo da Vinci. E’ noto infatti che durante il soggiorno milanese, tra i due si instaurò un rapporto di profonda amicizia e di reciproca collaborazione: nei manoscritti leonardeschi, infatti, rimangono ancora molte tracce delle lezioni pacioliane sugli Elementi di Euclide ed anche alcune bozze degli splendidi disegni dei poliedri che accompagnano il testo della Divina Proportione, pubblicato a Venezia nel 1509 assieme ad altri due trattati, ma composto attorno al 1498. Quando nel 1499 il re di Francia Luigi XII invase il ducato di Milano, provocando la fuga di Ludovico, il Moro Pacioli e Leonardo ripararono insieme, nel dicembre dello stesso anno a Mantova, sotto la protezione della marchesa Isabella d’Este, per la quale il manoscritto fu realizzato, trasferendosi in seguito a Venezia, e infine a Firenze. Contin intanto prosegue gli studi sulla provenienza del manoscritto, che è arrivato alla Fondazione Coronini grazie ad un acquisto di libri effettuato nel 1963 dal conte Guglielmo Coronini presso una libreria di Venezia, di proprietà del poeta e bibliofilo friulano Giuseppe Malattia della Vallata.

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