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NOTIZIE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA
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02/09/2005 10:12

Energie rinnovabili in Friuli Venezia Giulia

È il tema di un Corso di Aggiornamento organizzato dal Cifra dell’Università di Udine.

In Italia, le energie rinnovabili coprono soltanto il 4,6% dei consumi complessivi. Nel frattempo, è cambiata la Politica agricola comunitaria; è stato ratificato il Protocollo di Kyoto sulla limitazione delle emissioni di anidride carbonica, è aumentata la sensibilità ambientale dei cittadini e l’agricoltura soffre per la stagnazione dei prezzi dei prodotti agroalimentari. Dunque, il settore agricolo può (e deve) entrare a pieno titolo nel contesto delle energie rinnovabili cercando di trarne profitto. Campi, boschi, allevamenti possono rappresentare una fonte ottimale di energia pulita e ciò può offrire alle imprese, anche regionali, concrete possibilità di reddito e occupazione. L’Università di Udine, da molti anni sta facendo ricerca su questa idea forte, anche in collaborazione con la Regione, le aziende più attente e con alcune organizzazioni sindacali. A partire dal 17 ottobre, il Centro interdipartimentale per la formazione e la ricerca ambientale (Cifra), diretto dal professore Romano Giovanardi, organizza un Corso di aggiornamento per laureati ed esperti per approfondire il tema delle energie rinnovabili, nelle sue svariate e molteplici forme. In trenta ore di lezione, spalmate su sei giorni, verranno svolte otto lezioni a cura dei massimi esperti impegnati nell’ateneo friulano, nel Ceta di Gorizia, nell’Ersa e in varie aziende private italiane. Tutti gli aspetti bioenergetici verranno toccati: legislazione, economicità, agronomia, ambiente, chimica, progettualità con anche alcune dimostrazioni pratiche e visite guidate a campi con colture da energia (info: simona.manazzone@uniud.it, tel. 0432.558261). La sede del Corso è quella dell’Ersa di Villa Chiozza di Scodavacca di Cervignano, con apertura e chiusura a Latisana, municipalità molto sensibile verso lo sviluppo sostenibile. Particolarmente significativa sarà la vista ai campi sperimentali dell’azienda “Servadei” di Udine dove sono in prova il sorgo da fibra (migliorato per aumentarne la resa energetica), la canna comune (che ha fatto grande Torviscosa), il discanto (esiste qui la più importante collezione italiana di genotipi di questa pianta asiatica), il pioppo a rotazione breve, il girasole (le varietà messe a punto dai ricercatori friulani sono le migliori sul mercato dal punto di vista del contenuto di acido oleico), il colza. La Pianura Padana è sicuramente vocata per le produzioni energetiche. Si pensi soltanto che, in Friuli Venezia Giulia, la coltura principale è il mais (97 mila ettari), facilmente convertibile a usi energetici. Biodiesel e bioetanolo (prodotto in Brasile fin dal 1975), possono far marciare le nostre auto con un gran beneficio aziendale. Non è un caso l’annuncio di questi giorni dell’inizio dei lavori di costruzione della prima fabbrica di benzina ecologica (derivata dai cereali) a Porto Marghera. Con un investimento di 80 milioni di euro, entrerà in funzione nella seconda metà del 2008 producendo 120 milioni di litri di bioetanolo l’anno con un costo, al produttore, di 57 centesimi. Udine, 30 settembre 2005

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