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DA UDINE AL TAGLIAMENTO
Non è certo che il toponimo Udine sia proprio di origine preromana, come vogliono gli studiosi, e ... continua                                               Luoghi da visitare:
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passare la grande Storia con i suoi momenti più significativi: tra questi, l'ingresso di un drappello di cavalleggeri del reggimento "Savoia" il 3 novembre 1918 e l'arrivo degli alleati il 1° maggio 1945.Oggi l'edificio è sede dei Musei cittadini.Nelle vecchie contrade udinesi si incontrano prestigiosi edifici: in Mercatovecchio, una delle più caratteristiche vie della città, si trova il severo palazzo del Monte di Pietà (metà del Seicento) con la cappella di S. Maria impreziosita dagli affreschi di Giulio Quaglio entro uno scenografico apparato decorativo a stucco (1694) e con un bell'altare in marmo dovuto a Giovanni Comin con gruppo marmoreo di Enrico Merengo. Sulla vicina piazza di Mercatonuovo, risalente al XV secolo, si affacciano antiche case, spesso ingentilite da trifore o monofore tenuemente lavorate o da affreschi di tipo ornamentale. Sull'area sopraelevata sorgono una colonna del 1487 terminante con la statua della Madonna e una fontana cinquecentesca eseguita da Giovanni da Udine.
Palazzo Antonini Belgrado La piazza è chiusa in un lato dalla chiesa di S. Giacomo che ha facciata cinquecentesca ed è affiancata dalla settecentesca Cappella delle anime. Tra gli edifici di culto, meritano una visita l' Oratorio della Purità, di fianco al duomo, in cui lavorarono nel 1759 Giambattista Tiepolo e suo figlio Domenico: il primo affrescando il soffitto (l'Assunta) e dipingendo la pala dell'altare (l'Immacolata), il secondo affrescando le pareti con otto scene a monocromo raffiguranti episodi dell'Antico Testamento e del Vangelo; la vicina chiesa di S. Francesco , oggi luogo di manifestazioni temporanee, uno dei più antichi edifici udinesi,
con affreschi del primo Trecento nelle absidi; la chiesa del Carmine, in borgo Aquileia, il cui vasto soffitto affrescato risale alla fine del Seicento; la chiesa di S. Chiara, in borgo Gemona, elegantissima nei suoi marmorei altari e negli affreschi che vi condusse, entro un apparato decorativo a stucco, Giulio Quaglio nel 1699; la basilica di S. Maria delle Grazie,
celebre e frequentato santuario nel quale si conserva la venerata immagine della Madonna con Bambino, tavoletta trecentesca bizantineggiante portata a Udine dal luogotenente Giovanni Emo nel 1479.La chiesa è uno scrigno di opere d'arte, tra le quali spiccano la tavola dell'altar maggiore dipinta da Luca Monverde nel 1522, quattro tele di Domenico Tintoretto, due di Giuseppe Diziani e numerosissimi ex voto in pittura ed oreficeria: tra gli altri, la cosiddetta Maschera del diavolo, quattrocentesca armatura di molto pregio, legata ad una curiosa leggenda popolare. La chiesa di affaccia sul Giardin Grande, grande spiazzo ai piedi del Castello, ricordato già nel XIV secolo, quand'era di proprietà dei patriarchi: il Boccaccio vi ambienta una delle sue novelle e, favoleggiando, lo definisce "un giardino pieno di verdi erbe, di fiori e di fronzuti alberi".Tra i palazzi, che in genere sono misurate costruzioni risalenti al XVII o XVIII secolo, vanno ricordati almeno palazzo Antonini, ora Banca d'Italia, robusto e gentile Porta Santa Maria
ad un tempo, realizzato dal Palladio nel 1556; palazzo Antonini - Belgrado (foto in alto) , sede della Provincia, con il vasto salone affrescato da Giulio Quaglio (1698), palazzo Strassoldo, in via Vittorio Veneto, affrescato da Giulio Quaglio (1692), così come il palazzo della Porta (ora sede della Curia arcivescovile, 1692), il palazzo di Maniago in via Poscolle (1695) ed il palazzo Braida in via Aquileia (1696); palazzo di Brazzà, appartenuto alla famiglia del celebre esploratore Pietro Savorgnan di Brazzà scopritore del Congo, affrescato da Andrea Urbani; palazzo Caiselli , in piazza S. Cristoforo, con affreschi di Marino Urbani e Giambattista Canal, palazzo Valvason Morpurgo in via Savorgnana, con uno spettacolare ciclo di affreschi di Giambattista Canal (1805).

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