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BASSA FRIULANA
Col nome di Bassa è chiamata la pianura friulana che si estende verso il Mar Adriatico grossomodo dalla c. d. Stradalta, (poco a sud dell'attuale Strada Napoleonica), ovvero al disotto della corrispondente fascia delle risorgive, da cui spesso si originano ... continua
Bassa Friulana
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COMUNE DI AQUILEIA ...CONTINUA
La città infatti fu asburgica fino al 1915 e proprio un'équipe austriaca aveva presieduto agli scavi, iniziati per ragioni casuali, dal 1893 al 1912, che portarono alla luce il c.d. Complesso Teodoriano (realizzato dal vescovo Teodoro -epigrafe celebrativa- dopo l'editto di Milano di Costantino del 313 e la liberalizzazione dei culti) e i resti di basiliche posteriori: ossia il più grande pavimento a mosaico dell'Occidente, pensato per tre ambienti collegati per accedere progressivamente alla catecumenesi (teodoriana sud), alla cresima (aula trasversale con pavimento in cocciopesto), alla celebrazione liturgica (teodoriana nord). Quest'ultima - v. Cripta degli scavi - offre un susseguirsi di figure animali, di diversa qualità esecutiva e forse afferenti a esigenze liturgiche diverse, per cronologia e culto (gnosticismo ?), in cui le sole immagini riconducibili alla sfera cristiana paiono essere quelle dell'ariete (vittima predestinata al sacrificio. Cristo stesso) e della lotta tra il gallo e la tartaruga (luce e tenebre, bene e male, salvezza e dannazione). Un lacerto di questa aula è stato scoperto anche all'interno della torre campanaria che insiste con la sua mole su questo sito. Nell'attuale basilica il progetto figurativo denota uniformità di intenti, nell'esigenza primaria di condurre il proselite alla consapevolezza
Banchina del Porto Fluviale certa dell'accesso alla nuova vita dopo la resurrezione dalla morte, con la conversione al cristianesimo, tramite il battesimo, da adulto e per immersione, cui diverse immagini evocative dovevano accostarlo gradualmente, ma facendolo sentire parte di una grande disegno divino. Il Buon pastore (la bontà divina del perdono); la Vittoria alata (sconfitta della morte attraverso la venuta di Cristo?); la pesca (divulgazione del cristianesimo per la salvezza degli uomini-pesci);la storia di Giona (il percorso di conversione e di approdo a una nuova vita del catecumeno). L'accelerazione
delle indagini archeologiche aquileiesi, promossa negli anni '30 per l'esaltazione fascista del mito della romanità e l'obiettivo di ridare nuova luce ad Aquileia, "terra redenta", ritornata all'Italia, portò alle campagne di scavo del foro (secc. II, III-V) e del porto fluviale (secc. I, III-IV). Nel primo, un' estesa piazza con portico retto da colonnato (m. 56 x139), si svolgeva
la vita civile della città, anche sotto il profilo politico, in un contesto urbano imponente nei suoi richiami alla potenza di Roma (aquile, putti, Medusa, Giove Ammone), ma attrezzato e funzionale. Qui i maggiorenti locali si incontravano anche con mercanti giunti da tutto il Mediterraneo con i loro carichi di alimenti, spezie, legnami, marmi, pietre preziose ecc., per soddisfare la richiesta dei mercati danubiani, i quali, a loro volta grazie all'efficace rete viaria romana, qui convogliavano metalli, pelli, ambra. L'impianto portuale faceva capo a un fiume, Natisone-Torre, che con i 48 metri di larghezza del suo alveo garantiva le normali manovre delle imbarcazioni, che lo risalivano con agio per una decina di chilometri. La banchina è realizzata nella resistente pietra d'Istria ed è dotata di doppio piano di carico, anelli di ormeggio, rampe e pratici accessi al centro della città. Concordemente si ritiene che nell'area dove nel Medioevo sorse un'importante abbazia ... Foro Romano
Museo Paleocristiano
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