| Comune di Udine ... Continua
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Il basamento, con corazze, armi e scudi in
bassorilievo, è opera di Michele Zuliani, la
statua simboleggiante la Pace, freddamente
neoclassica, è dovuta al piemontese Giovanni
Battista Comolli. Nella parte opposta della
piazza, la Loggia Comunale, detta del
Lionello in quanto eretta nel 1448 su progetto
di Nicolò Lionello per volere della
Repubblica di Venezia che desiderava
affermare il proprio potere in Udine.
L'edificio rientra nella tradizione dei palazzi
loggiati veneziani: sorretto da colonne nella
parte bassa, vede invertita la distribuzione dei
pieni e dei vuoti in funzione di un pittorico
gioco luministico, accentuato dall'invenzione
seicentesca di Pietro Bagatella che aprì
completamente la loggia, mentre Lionello
aveva previsto solo l'apertura di piccola parte
del pianterreno. La decorazione a fasce
alterne in pietra bianca e rosa, la presenza di
polifore trinate nel piano superiore, sono
sufficienti a conferirgli un carattere di
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raffinata e sobria eleganza. La Loggia fa
tutt'uno con il maestoso palazzo degli uffici
municipali, opera principe dell'architetto
gemonese Raimondo D'Aronco, sorto tra il
1909 e il 1930 circa a sostituire un precedente
edificio cinquecentesco che la tradizione
ritiene costruito da Jacopo Sansovino.Il
palazzo municipale, grandioso, fastoso, ricco
di soluzioni geniali, è viva
testimonianza del credo artistico
del D'Aronco, che fu tra i
massimi esponenti del
Liberty.Le diciassette statue
allegoriche esterne, alte più
di due metri e mezzo, sono
di Aurelio Mistruzzi.
All'interno, bassorilievi di
Valerio Franco; le maestose
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cancellate in ferro battuto
sono di Alberto Calligaris.
Da piazza Libertà si sale al
Castello attraverso il robusto
arco, sormontato da Leone
veneto, che nel 1556 Andrea
Palladio progettò in onore
del luogotenente Domenico
Bollani; si percorre quindi la
Loggia del Lippomano
(1487), un lungo viadotto
coperto, diviso in quattro
corpi ascendenti legati brevi scale, che
l'ininterrotta serie di archi trilobi rende di
sicuro, piacevole effetto.Si giunge così alla
chiesa di S. Maria, la più antica di
Udine, la cui attuale costruzione data al XIIXIII
secolo, salvo la facciata ricostruita dopo
il terremoto del 1511.L'interno, a tre navate
divise da ampie arcate a tutto sesto, conserva
nell'absidiola di destra un notevole ciclo
d'affreschi romanici con la Deposizione nel
catino e figure di Apostoli e scene sacre
nell'emiciclo e nella parete.La loro
esecuzione può essere fatta risalire al XIII
secolo.Alla chiesa è addossato da una parte il
bel campanile cinquecentesco, sormontato
dalla statua girevole dell'angelo con il dito puntato ad
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indicare la direzione dei venti,
dall'altra la Casa della Confraternita,
edificio medioevale restaurato nel 1930.Alto
sul colle retrostante, si eleva l'imponente
palazzo-castello rinascimentale,
costruito nelle forme attuali dopo il
1511 sulle macerie del precedente
distrutto dal terremoto.Prestigiosa
sede udinese del Patriarca di
Aquileia durante il periodo
medioevale, il castello
divenne dopo il 1420 la
dimora del Luogotenente
veneto.Costruito a partire
dal 1517 su progetto
dell'architetto Giovanni
Fontana, cui nel 1547
subentrò Giovanni da Udine
che conferì all'edificio un
aspetto di impronta
decisamente romanocinquecentesca
e ideò lo
scalone esterno, il castello si
presenta solenne, possente
nella sua struttura, articolato
dalla successione di
finestrelle, balconi, finestre
ed arricchito nella parte
centrale della facciata dal
classico motivo dei tre fornici affiancati da
colonne e lesene che, pur nell'interpretazione
sostanzialmente lombarda, richiama alla
memoria gli archi trionfali romani.
All'interno lo
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spettacolare Salone del
Parlamento conserva nelle pareti affreschi
esaltanti la potenza di Venezia e le virtù
patrie (La Battaglia di Malgariti, Curzio si
getta nella voragine, Morte di Catone
l'Uticense, Assedio di Aquileia da parte di
Massimino il Trace, scene allegoriche)
eseguiti nella seconda metà del XVI secolo da
Pomponio Amalteo e Giovanni Battista
Grassi; nel soffitto riquadri con dipinti di
carattere allegorico.Nell'Ottocento, durante il
dominio austriaco, il castello fu adibito a vari
usi: caserma, carcere, tribunale, sede
municipale.Nelle misteriose, tetre prigioni
furono rinchiusi anche Silvio Pellico ed altri
patrioti italiani.Ai piedi del castello gli
Udinesi hanno visto ...
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