Col nome di Bassa è chiamata la pianura
friulana che si estende verso il Mar
Adriatico grossomodo dalla c. d. Stradalta,
(poco a sud dell'attuale Strada
Napoleonica), ovvero al disotto della
corrispondente fascia delle
risorgive, da cui spesso si
originano fiumi o
semplicemente rivoli
o ancora polle naturali,
che contribuiscono
al disegno del
paesaggio, tuttavia
fortemente antropizzato.
Sussistono altresì
diverse aree protette,
con resti talora importanti
dei boschi planiziali.
La già citata ricchezza idrica, la fertilità
dei suoli -pedologicamente disomogenei-, i corsi dei fiumi
(Tagliamento, Stella, Turgnano, Corno, Ausa, Torre,
Isonzo ecc.), la vicinanza al mare, in particolar
modo alla laguna di Marano, che con quella attigua di
Grado dà vita ad uno dei più bei paesaggi naturali
d'Italia, hanno da tempo immemorabile stimolato
l'insediamento umano e le sue attività produttive, per
quanto, nel passato, proprio dall'eccessiva abbondanza
d'acqua, in assenza di sistemi di
|
irreggimentazione (v. crollo dell'impero
romano), esso sia stato messo in crisi od
ostacolato. Fin dall'epoca antica la Bassa è
stata zona di passaggio, scambio,
comunicazione, opportunità di lavoro ma nei
momenti di crisi, tristemente anche di
incursioni, devastazioni, invasioni
e miseria, per cui anche
la numerosa gente che
vi abita è molto eterogenea
e, benché vi prevalgano i Friulani,
vi sono Veneti, Slavi e oriundi
recenti o meno, comunque tutti
apportatori di contributi nuovi,
quantunque, ad esempio,
nell'urbanistica, negli
insediamenti e nell'arte, si
evidenzino alcune peculiarità
tra i paesi della Bassa
friulana orientale e
quella occidentale.
L'appartenza per
quattrocento anni circa,
fino al 1915, all'Impero
asburgico ha lasciato
tracce molto evidenti,
mentre la parte
sostanzialmente veneziana fino al trattato di
Campoformido (1797) e italiana dal 1866, ha assimilato
diversi aspetti di quella cultura; fattori questi
che ne fanno una delle più ricche
concentrazioni d'arte della regione.
|