Il castello di Pordenone risulta menzionato, per la prima volta, nel 1276. Venne abitato, con i suoi armati, dal rappresentante in città (il capitano cesareo) del lontano signore Asburgo. In numerose antiche rappresentazioni, il mani ero risulta essere una costruzione possente e con un mastio assai alto, che fu mozzato nell'Ottocento quando l'intero fabbricato subì numerose manomissioni e venne ridotto a carcere. Pordenone cominciò a svilupparsi verso il Mille (ma la prima citazione è del 1204) intorno al porto sul fiume Noncello (da Pot1us Naonis derivò il nome della città), che ebbe subito un grosso rilievo commerciale e strategico. Nei primi decenni del sec. XIII appartenne a varie famiglie oltralpine (i duchi di Babenberg dell'Austria, Ottocaro di Boemia, ecc.), e dal 1278 passò stabilmente in signoria agli Asburgo.
Sotto la Casa d'Austria rimase per oltre due secoli, quasi uno staterello a sé stante rispetto al rimanente territorio friulano soggetto prima ai patriarchi d'Aquileia e poi dal 1420 alla Repubblica di Venezia.
Pordenone venne conquistata dalla Serenissima solo nel 1508: fu data in feudo al condottiero Bartolomeo d'Alviano, ma dal 1539, estintasi tale famiglia, venne amministrata direttamente dalla Dominante fino al 1797. Ingranditasi la città, si abbatterono le antiche porte, mentre delle mura restano brevi tratti. |